Una mia ex coinquilina, altresì nota come -ana e già altrove celebrata in tutta la sua magnificentia, soleva definire pippaculo l'ansia che tende ad assalirti quando il pensiero di un'opera, che è ancora da compiere a causa di tua colpevole omissione, si fa insistente e sempre più insistente tanto da spingere a recuperare l'omissione e ad accelerare i tempi: pippaculo, siore siori. Ho sempre trovato estremamente affascinante questa espressione centroitaliota. A me il pippaculo suole venire non a causa di scadenze incombenti ma quando mi trovo fisicamente impossibilitata a portare avanti tutto quello che non ho fatto quando avrei dovuto e potuto: c'è un principio fantasiosamente masochista che mi spinge a dare forfè per weekend fuori a causa di impegni che avrei potuto tranquillamente portare a termine in settimana etc. etc. etc.
Altra manifestazione del pippaculo mariagieicoiano è quella "benigna". Poniamo caso che l'oggetto nei nostri studi si trovi per due giorni presso una località a chilometri dal suo posto di studio e lavoro, impossibilitata ad accedere ad internet e ad altri mezzi tecnologici che non implichino un fuocherello o un volatile noto come piccione. Poniamo caso che il suo accompagnatore dai lunghi capelli, ad opera del quale è avvenuta la gioiosa trasferta, la raggiunga in camera piuttosto tardi e che in camera non ci sia tv nè radio nè un piffero di niente. Poniamo caso che prima di partire MJC abbia investito parte dei proventi generosamente elargiteli per celebrare il genetliaco in non una ma due guide della città nella quale soggiornerà a breve per qualche mese; e poniamo caso che sia stata quella la lettura delle due sere solitarie di MJC.
Appunto.
Insomma, è tempo di liste
Io amo le liste
- contattare un certo signore via mail chiedendogli consigli bibliografici onde reperire i libri che mi servono ed onde evitare traffici di fotocopie intraeuropei e ansie relative allo smarrimento di misteriosi pacchi postali.
- Dal momento che non ci sono tracce dell'indirizzo mail di questo signore, domandare la cosa alla relatrice sperando non sia in spm
- cercare DAVVERO una casa in quel della città dai mille canali e possibilmente trovarla
- all'uopo di quanto al punto precedente, contattare i due favolosi contatti fornitimi dall'amica dai riccioli d'oro
- cercare DAVVERO un volo per il primo settembre
- cercare DAVVERO di contattare l'ente che mi ospita e di vedere che disponibilità mi danno per scartabellare nel materiale sul quale dovrò scartabellare
- procurarmi degli scatoloni e cominciare il trasloco in cantine di amici e moroso
- procurarmi i libri consigliati dal certo signore e fotocopiarli
Sì, amo le liste.
Per fare tutte queste cose, più le altre che naturalmente ho dimenticato, ci sono esattamente tre settimane. Tre.
Ma lo sappiano, nevvero, che a noi ci piace vivere pericolosamente.
Sì, non sono morta
L'emozione di tossicchiare stentatamente come una fragile eroina ottocentesca non è stata pari alle mie attese: non vendono più bustini fatti come si deve e MrV si rifiuta di cantarmi Parigi, oh cara mentre esalo l'ultimo respiro tra le sue braccia. Morire in vestitino H&M al suono di fear of the dark - magari col cantante che, preso dall'entusiasmo dell'esecuzione, si mette a fare un po' di headbagging con me morente tra le braccia - non mi sembrava degno di me, quindi sono quasi guarita.
In questo frattempo ho anche compiuto gli anni, ora ho ufficialmente l'età dei miei genitori quando hanno avuto me. Questa scoperta improvvisa mi ha fatto concedere tutta una serie di attenuanti ai due pirati che mi hanno messa al mondo: io non avrei neanche il tempo di incasinare la vita di mio figlio, se dovessi averne uno adesso, probabilmente mi distrarrei e finirebbe centrifugato in lavatrice insieme ai bavaglini e al napisan.
Comunque pochi discorsi e veniamo al dunque: quest'oggi la signora SerialMama mi ha fatto la gradita sorpresa di annoverarmi tra i, cito testualmente "blog che si sono distinti per i contenuti o per l'estetica, con l'intento di promuoverli e incoraggiarne la diffusione virtuale". A quanto pare è proprio a questo che serve il premio Brillante Weblog 2008 
Regole (copincollo che mi pesa vivere oggi, l'Ottocento incombe ancora...)
A. chi viene "nominato" deve scrivere un post sull'argomento, citando l'autore della nomina e indicando il link del suo blog;
B. nominare a propria volta almeno 7 blog, indicandone nell'articolo i link e avvisando i loro gestori del premio C. esibire, ma questo è facoltativo, il profilo-foto di chi ha nominato e di chi è stato nominato.
Ed ecco le mie nominations, in rigoroso flusso di coscienza
1) NigroClavel - perchè un paio di secoli fa le avrebbero fatto fare la cortigiana o la spia, il suo non essersi rassegnata all'occasione persa la rende incredibilmente deliziosa
2) ElenaBowie - perchè ogni volta che leggo dei suoi smadonnamenti e dei suoi entusiasmi mi vengono dei rigurgiti di indignazione morettiana: anche in una società più decente di questa,sarò sempre più a mio agio con le minoranze. E anche in quanto ideale compagna di spritz.
3)Valentina - perchè Joseph von Sternberg l'avrebbe scritturata e un futuro medico che prende la Dietrich per i capelli è un gran bel vedere. E anche in quanto ideale compagna di spulciamento bancarelle vintage.
4)IlSituazionista - perchè mai mi rassegnerò al fatto di non aver avuto un compagno di banco come lui, e neanche un vicino di casa.
5)Jelinek - perchè vorrei disperatamente andare con lei per negozi e terrorizzare le commesse con le nostre multiformi fobie. E perchè è mula almeno quanto me.
6) Tsuyoi - perchè mi ricorda qualcuno... :)
7)Lolasue - perchè non ha paura di vivere e se dovesse farsela venire vado lì e le stacco la testa :)
8) It's not me - perchè donne non si nasce, e non è da tutti...
9) LuceDaBagno - perchè spero in uno sconto sulla terapia ;)
E poi non so se sia contro il regolamento nominare chi ti ha nominata, però cara Serial, io nomino anche te: perchè se abitassi nel tuo condominio starei sempre a casa tua!

Ci sono delle cose rassicuranti, cose che quando le guardi ti senti sereno anche se non lo sei. I peperoni al forno, ad esempio: Quei peperoni messi interi ad arrostirsi nel forno, con tutta la casa che profuma. Io amo i peperoni al forno soprattutto quando sono ancora nel forno. Amo anche spellarli, ma quello è un altro discorso: amo spellare anche le persone che prendono troppo sole tutto insieme. Credo che rosso come un peperone sia una delle figure retoriche più riuscite in assoluto.
Un giorno avrò qualcosa di intelligente da dire, ne sono sicura.
Non ho attualmente nulla da dire
Tornerò quando riuscirò a capire che accidenti sta succedendo ai miei polmoni da non fumatrice.
L'antibiotico non funziona e il naprossene sodico mi sta distruggendo.
Mi chiedi una prima volta se ho la tosse o se ne ho avuta e io ti rispondo di no, che tossivo solo perchè mi sentivo soffocare da sdraiata. Poi mi fai un'altra domanda e poi mi chiedi se ho avuto la febbre e no, niente febbre. E poi mi chiedi di nuovo se ho la tosse o se ne ho avuta. E me lo chiedi anche un'altra volta, dieci minuti dopo. E poi mi chiedi di nuovo se ho avuto la febbre.
Io come faccio a fidarmi di te, dottore specializzato in pneumologia?
Che sta succedendo?

Nella mia cucina senza finestre si sono fulminate due luci su tre, e io non le cambio
Il televisore che ho portato a riparare (dopo mesi) è tornato a casa dall'ospedale ma continua a fare scherzi da prete, e io non lo riporto indietro imprecando verso il malfidato aggiustatore.
La mia chiave del portone fa enorme resistenza ad entrare nella toppa, tanto da insinuare in me forti sospetti sul fatto che prossimamente si spezzerà lì e io dovrò pagare il fabbro di tasca mia per tutto il condominio; e io non faccio un'altra copia da quelle della coinquilina
La tavoletta del water si è praticamente divelta e io devo fare pipì in equilibrio e stando attenta a non spostare il baricentro neanche di un alito se non voglio scivolare giù dal cesso con tutta la tavoletta nel più sacro dei momenti - ovvero quando torni a casa dopo aver bevuto un numero imprecisato di birre - e io non la cambio/riparo
E' che proprio non riesce a fregarmene niente
E' che la tesi langue da settimane
E' che prima di andare a fare una radiografia per scoprire che avevo una pleurite ci ho messo quasi un mese
Ieri sono andata a vedere Gomorra e mi è venuta nostalgia di casa. E non sono neanche nata lì.
E' anche che in passato quando le cose non andavano io mi disperavo, mi si squamava la pelle e cadeva lasciandomi esposta.
Ora sono solo arrabbiata e inacidita.
E quindi?
Che lampadine e che televisori e che chiavi dovrei mai cambiare?
Sopravvivere
alla Facoltà
di Lettere
si può
c'è il sole

Quando una persona va via per non tornare o - più prosaicamente - muore, può volerci un po' di tempo. E solitamente la si sogna. Per me sono passati undici anni e mezzo, sono lenta. Non l'ho mai sognata nè viva nè morta, l'ho sempre sognata assente e distante: ho sognato l'assenza e l'imminente ritorno ma mai la vita presente o la morte passata. L'assenza. Quando era passato relativamente poco tempo, quando ero adolescente, sognavo che la sentivo al telefono e mi diceva che sarebbe tornata ma non sapeva di preciso quando ma comunque a giorni; e nel sogno lei era via esattamente dal tempo in cui era morta. Due cose accadevano sempre, la prima: il mio misto di impazienza e terrore, perchè morivo dalla voglia di vederla ma allo stesso tempo sapevo che non le sarebbe piaciuta quella nuova me. E poi c'era questa cosa che parlavamo al telefono cellulare. Questa cosa c'è tutt'ora, forse perchè nella rubrica del mio cellulare non c'è mai stato il contatto "mamma" e questa cosa mi pare un po' strana; nonostante non l'abbia mai fatto, mi pare strano non averle mai scritto un sms. Mi pare strano non aver dovuto cancellare il suo numero, non aver pianto per aver dovuto fare questa cosa. Mi pare strano anche che lei sia morta senza aver mai avuto un cellulare.
Poi è passato tempo, un sacco di tempo davvero, e comunque il sogno continua ad essere quello: assenza, telefono, ritorno. Con una cosa in più: l'angoscia di non sapere cosa dirle, l'angoscia di avere quasi il doppio dell'età che avevo allora, l'angoscia che lei non trovi più un posto nel nuovo assetto che si è creato in tutti questi anni. E la voglia irrefrenabile, sempre più irrefrenabile, di vederla tornare: da non riuscire a respirare. Nel mio sogno non compare mai, nemmeno per un secondo, la consapevolezza della morte: è assente, è momentaneamente assente, ma tornerà e richiamerà non appena ascoltato il messaggio: non temere.
Stanotte la mia sceneggiatura onirica ha toccato punte wilderiane: qualcuno chiamava a casa dicendo che tre persone che tutti credevano morte erano in realtà vive - per la prima volta è entrata in scena la signora magra con la falce - e che sarebbero tornate ma non si sapeva quando nè chi. E tra queste forse c'era lei, ci dicevano. Io allora riuscivo a scriverle delle e-mail, non so come, e lei mi rispondeva dicendomi che era a Roma e che sarebbe tornata e io - con il solito misto indescrivibile di impazienza e terrore - le dicevo "sbrigati, per favore, ti prego vieni...vuoi che veniamo a prenderti?" ed ero terrorizzata da quello che avrebbe visto. E poi un giorno arrivava una di queste tre persone in una macchina enorme e la gente per strada festeggiava, perchè l'avevano anche annunciato al telegiornale, e questa persona era incappucciata: si toglieva il cappuccio, come una diva...come Gloria Swanson, e non era lei. E io, che ero per strada insieme a tutti gli altri, capivo che lei non sarebbe tornata chissà per quanto ancora.
Ha appena smesso di piovere, MJC cammina per strada. La previdente fanciulla ha portato con sè uno scialle nel quale involtolarsi, onde evitare il ritorno della tisi che già la afflisse in passato.
Lo scialle è nero, tutto nero, con dei fiori rossi. Molto rossi. Tutti rossi.
MJC vede sopraggiungere, in direzione ostinata e contraria, un tizio in bicicletta tirata a lucido e con sembianze da cinquantenne padre di famiglia. MJC prende atto della cosa e procede, come da illustrazione
A:Padre di Famiglia
B: MJC
Ciascuno dei due procede nella propria traiettoria ma, man mano che la distanza diminuisce MJC dallo scialle nero e rosso si rende conto del fatto che lo sguardo del PdF volge nella sua direzione.

MJC: ?
PdF: [...]
MJC: Cosa vuoi temere da un PdF su una bici tirata a lucido?
PdF: [...]
E se è vero, com'è vero, che due rette parallele procedono all'infinito senza incontrarsi mai, è anche vero che se uno dei due punti posto su una delle due rette parallele dice qualcosa a voce molto alta, l'altro punto che indossa uno scialle nero e rosso la sentirà. E anche gli altri punti circostanti.
PdF:[alzando dito medio] Noi glielo mettiamo nel CULO ai milanisti come te!
MJC: *Sigh*

Sono le dieci e ventiquattro - lo so che l'orologio dei post dice diversamente, ma non so regolarlo e quindi spero ve ne farete una ragione - e sto mangiando fagiolini lessi e sconditi dall'insalatiera direttamente con le mani, uno a uno come patatine piùgusto. Qualche ora fa, cioè intorno alle sei del mattino, si è svegliata l'Altra; più che svegliarsi è proprio entrata dalla porta, ha detto buon giorno, si è seduta al tavolo della cucina di fronte a me e si è mangiata le mie albicocche una dopo l'altra. L'Altra è piuttosto stupita per la mia straordinaria capacità di dimenticare chi sono veramente e cosa so e non so fare, cosa mi fa sentire a mio agio e cosa no; dice che ho molta fantasia e questo non è un male in sè, ma diventa complicato quando metti troppa fantasia nella costruzione del personaggio di te ad uso e consumo di te stessa. Ed è ancora più complicato se sei tanto cretina da rendere le due cose intercambiabili, e ancor di più se prendi decisioni in funzione del personaggio e non di te stessa.
Sono sicura che l'Altra e mia madre sarebbero state amiche per la pelle, e questa è una cosa cattiva da pensare e ingiusta e anche un po' inutile.
Il problema è che l'Altra entra con le chiavi, ho già portato la TV a riparare dopo quattro mesi: i soldi per il fabbro non li ho.
Oh amica, che dovresti fornire a MJC non uno ma ben due contatti atti a far sì che ella non si ritrovi presto a vivere in una vetrina con indosso un bikini paillettato a stelle e strisce, perchè non rispondi?
24 ore sono troppo poche per rispondere a un'e mail?
Dove sei?
Manifestati!